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Cugini

Ciao Lisa, anzi Mela, 

così come ti chiamavamo noi. Da bambina lo eri veramente, con quel viso da bambolina, guance rosse e occhi a mandorla, sembravi una cinesina. 

Tra tutti noi sei sempre stata la più dolce, infatti da piccola avevi la lacrima facile (anche un po’ troppo): tra i morsi di zio Anselmo, lo spavento dei fuochi d’artificio durante le feste di paese o a Capodanno, il dispiacere per i giocattoli rubati, il terrore per le poesie a Natale che non volevi mai recitare. A volte ti facevamo credere che eri stata adottata, madre finlandese e padre cinese, quanto ti arrabbiavi! 

La timidezza era una tua cara compagna, anche se con gli anni hai imparato a lasciarla andare e a farti conoscere per ciò che eri: una ragazza decisa, intraprendente e sempre dolce. 

La nostra è una famiglia numerosa e tanto unita, ognuno con la propria personalità e tu, con il tuo essere così pacifica e gioiosa, mantenevi l’equilibrio tra di noi; sarà forse, per questo motivo, che il tuo colore preferito era il lilla: una leggenda narra che il popolo delle fate amasse vivere tra i fiori di lillà. Questo fiore era usato anche per proteggere le persone dal male e dalle tenebre. 

Ora, cara Lisa, sei tu la nostra fatina protettrice: sicuramente la nostra famiglia non sarà più la stessa, ma sappiamo che sarai sempre con noi. 

Sai che già ti sei fatta sentire? Qualche sera fa noi ragazzi ci siamo riuniti a San Pietro e, caso strano, ci hai inviato un messaggio: tu appassionata di astronomia, quale eri, hai dato vita ad un’orsa maggiore che si è formata con le lanterne che abbiamo lanciato per te; questa è stata la conferma che hai seguito la giusta via come hai sempre fatto. 

 

Piccola Lisa, non smettere mai di essere gelosa di quel tonto di tuo fratello, che ti ama incondizionatamente. 

 

Ti amiamo tanto, 

i tuoi cugini.